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I luoghi del Festival
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Via Scienze, 17
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5
Descrizione:
Questo palazzo sede della biblioteca Comunale Ariostea, venne costruito da Alberto V d'Este alla fine del XIV secolo e venne chiamato "Palazzo Paradiso" per affreschi che rappresentavano l'eden, il palazzo fu poi dimora di Rinaldo d'Este e del cardinale Ippolito d'Este, nel XVI secolo divenne prestigiosa sede dell'Università fino al 1963, e in seguito sede esclusiva della biblioteca con un'importante raccolta di oltre 200000 pezzi tra volumi, codici miniati, incunaboli e manoscritti, con opere originali d'Ariosto, Tasso,Guarini e molti altri. Un ampliamento ed abbellimento generale del palazzo furono realizzato da Alessandro Balbi e Giovan Battista Aleotti, ed i lavori terminati nel 1610 videro lo spostamento della facciata da via gioco del pallone a via Scienze, con una struttura resa monumentale dall'alto portale in pietra con torretta. Al piano terra dalla corte si accede al singolare teatro anatomico in legno progettato da Francesco Muzzarelli nel 1731. Nel 1801 vi fu trasferito dalla chiesa di San Benedetto il monumento funebre di Ludovico Ariosto disegnato nel 1601 da G.B. Aleotti. Il Palazzo è stato ristrutturato negli anni '90.
Sala Agnelli Dedicata a Giuseppe Agnelli la sala per conferenze della Biblioteca Comunale Ariostea si apre sul loggiato al piano terra e presenta un bel soffitto ligneo a cassettoni dipinto con una ricca fascia affrescata con stemmi e scene allegoriche mitologiche, le pitture sono attribuibili all'ambito dei Filippi, operanti a Ferrara nel XVI secolo. Giuseppe Agnelli nacque a Ferrara nel 1856 e vi morì nel 1940; nel 1892 divenne bibliotecario della Comunale di Ferrara che arricchì e la trasformò nel più importante centro di studi ferrarese, ricatalogando le maggiori raccolte e dirigendo la struttura per quarant'anni. Nel 1906 fu fondatore e presidente dell'associazione per la conservazione e restauro dei monumenti. Grande studioso della storia locale ed impegnato nella tutela e salvaguardia del patrimonio storico Agnelli ci ha lasciato importanti studi sul patrimonio artistico di Ferrara e del suo territorio.
- Via:
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Largo Castello, 10
- Eventi:
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7
Descrizione:
Nessuna descrizione disponibile

- Via:
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Via Savonarola, 30
- Eventi:
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1
Descrizione:
Verso la metà del XV secolo Giovanni Romei, cortigiano di casa d'Este, acquista alcune case medioevali e tramite demolizioni e ricostruzioni fa edificare la sua nuova casa con disegno dell'architetto Pietrobono Brasavola e nel 1489, per volontà testamentaria, viene donato alle monache del convento del corpus domini . Nella seconda metà del XVI secolo avvengono nel palazzo lavori di trasformazione per volere del Cardinale Ippolito D'Este, l'edificio continua e far parte del convento sino al 1810 quando vengono soppressi gli ordini religiosi , in seguito mentre il complesso conventuale del corpus domini viene restituito alle Clarisse Casa Romei resta al Demanio, dapprima ospita famiglie di senzatetto , poi progressivi restauri lo restituiscono al primitivo splendore ed ancor oggi la prerogativa del palazzo è quella di restituirci, già da una prima visione dalla strada del cortile, la sensazione immediata di cosa significhi una dimora rinascimentale ricavata da un manufatto medioevale. Il cortile-chiostro è costituito dal loggiato maggiore, da due logge sovrapposte e da una baldresca. e presenta uno straordinario monogramma di San Bernardino, circondato da sei tondi anticamente con storie sacre. Dall'ingresso si entra nella sala dei Profeti e poi nella sala delle Sibille, con un maestoso camino, affrescata nel ‘400 dove si passa al cortile minore con il pozzo. Il vero cuore di casa Romei è al piano nobile con tre salette con copertura a riquadri lignei, con tramezze lignee dipinte con figure allegoriche,si passa poi alla foresteria delle clarisse con grottesche e motivi zoomorfi, poi la sala verde e lo studiolo di Giovanni Romei, con cassettoni dipinti forse da Francesco del cossa. Segue la parte ristrutturata da Ippolito d'Este con interventie grottesche della bottega dei Filippi ( Camillo ed il figlio, Bastianino) con il Salone d'onore , e le sale di David e Golia e di Tobiolo e l'Angelo. Casa Romei custodisce una raccolta di materiali lapidei eterogenei e di affreschi di grande valore provenienti da chiese distrutte o chiuse al culto, che costituiscono una significativa testimonianza della pittura emiliana fra il XIII ed il XVI secolo ed in alcuni casi unica traccia di cicli decorativi di ampio respiro.

- Via:
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Piazza della Cattedrale
- Eventi:
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2
Descrizione:
La cattedrale di Ferrara (ufficialmente basilica Cattedrale di San Giorgio Martire) è la sede vescovile dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, la chiesa più grande della città, nonché uno dei monumenti più importanti del capoluogo estense.
La cattedrale sorge al centro della città, di fronte al Palazzo Comunale, a fianco della antica Piazza delle Erbe (ora si chiama piazza Trento e Trieste), non lontano dal Castello Estense. È collegata al Palazzo Arcivescovile attraverso una volta coperta.
La cattedrale oggi non è più chiesa parrocchiale ma è ovviamente sede di tutte le celebrazioni più importanti della diocesi: ordinazioni, pontificali, funerali solenni. In primavera avviene anche la Benedizione dei Palii, ovvero dei quattro tessuti dipinti che costituiscono il premio delle quattro gare del Palio di Ferrara.
- Via:
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Vicolo Santo Spirito, 11
- Eventi:
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1
Descrizione:
Nessuna descrizione disponibile
- Via:
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Via Savonarola, 32
- Eventi:
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5
Descrizione:
Nessuna descrizione disponibile

- Via:
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Via Bovelli, 7
- Eventi:
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2
Descrizione:
Il complesso, costituito da una serie di edifici comprendenti oltre il grande convento (Monastero di Santa Monica) con giardino interno, la chiesa, il campanile, il coro, l'orto, una casetta probabilmente destinata ad abitazione dell'ortolano del convento e una casa canonica, ha mantenuto pressoché inalterata la sua configurazione nel corso dei secoli; però è stato oggetto di svariati scambi di proprietà che hanno talvolta portato ad un differente utilizzo dello stabile.
Il monastero, sorto nel 1515, è stato retto prima dai frati Eremitani, poi da quelli Domenicani fino alla fine del secolo XVIII, quando anche a Ferrara fu ordinata la soppressione degli ordini religiosi, in seguito al decreto napoleonico, per cui ben 19 conventi di monache di clausura furono chiusi e i beni nazionalizzati. Esso fu dunque utilizzato come luogo di ritiro per quelle monache che volevano restare insieme e, dopo l'arrivo degli Austro-Ungarici, ottennero dall'Arcivescovo il permesso di indossare nuovamente l'abito del proprio Ordine.
Nel 1950 le monache lasciarono definitivamente il monastero per una nuova fondazione a Monselice. Da quell'anno ad oggi, mentre la chiesa è rimasta aperta al culto fino al 1990, l'ex-convento ha subìto frazionamenti e utilizzazioni diverse degli spazi che ne hanno mutato l'aspetto originario. Il giardino interno, per esempio, è stato diviso in due parti da un muro che separa due distinte proprietà. Il pozzo, rappresentato nella pianta del Bolzoni del 1747, è oggi sparito. L'orto annesso al convento è stato sostituito da giardini interni e spazi di verde, e solo alcuni tratti del muro di cinta sono ancora visibili.
L'ala ovest del Monastero, prospiciente via Montebello, anticamente forse dormitorio delle monache, è stata frazionata in varie parti e venduta come abitazione a privati. L'ala est, nel Seicento adibita a cucina e refettorio, è invece diventata prima sede della Città del Ragazzo, poi ha visto l'insediamento nel 1978, come "costola" dell'ITC "Vincenzo Monti", dell'Istituto Tecnico Commerciale per Periti Aziendali e Corrispondenti in Lingue Estere "Marco Polo".
Nel 1985 l'Amministrazione Provinciale acquisì il complesso di Santa Monica dalla Curia (alla quale è rimasta la Chiesa con annessa Casa Canonica e parte del campanile), con il preciso scopo di farne la sede del nostro Istituto.
Nel 1989 sono iniziati i lavori di restauro e, l'11 febbraio 1993, è stata inaugurata la sede nel nostro Istituto "Marco Polo".
- Via:
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Via Azzo Novello, 4
- Eventi:
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1
Descrizione:
Nessuna descrizione disponibile
- Via:
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Via Voltapaletto, 11
- Eventi:
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6
Descrizione:
Fatto costruire dalla famiglia Bevilacqua-Aldobrandini nel 1430 il palazzo subì le prime ristrutturazioni nel XVII secolo quando il Cardinale Bonifacio Bevilacqua volle trasformarne la facciata ornandola con trofei militari. Il palazzo all'inizio dell''800 divenne proprietà di Giovan Battista Costabili-Containi , famoso collezionista di codici antichi, libri e dipintiche lo fece riadattare nella disposizione interna per ospitare le sue importanti collezioni.. . Il palazzo nel ‘900 appartenne al conte Mazza che lo adibì a convitto femminile, divenne poi clinica privata e , dopo anni di abbandono, è stato recentemente restaurato ed adibito a sede della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Ferrara. La facciata del Palazzo viene attribuita all'architetto Giovanni Battista Aleotti presenta una sequenza regolare del doppio ordine di finestre e riquadri marmorei incorniciati negli spazi intermedi è arricchita da nicchie rotondeggianti con busti di imperatori romani ed antichi filosofi e da bassorilievi in arenaria con armature e trofei militari sostenuti da teste leonine. Al centro del prospetto l'ampio portale sormontato da un balcone aggettante sostenuto dalle monumentali figure allegoriche della Concordia e della Verità. All'interno alcune sale del piano nobile mostrano una sfarzosa decorazione ottocentesca con raffigurazioni mitologiche attribuite a Francesco Migliari.
- Via:
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Via Ghiara, 36
- Eventi:
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2
Descrizione:
Costruito durante l'"Addizione borsiana" della metà del XV secolo nella contrada della Ghiara questo palazzo apparteneva al fattore ducale Bonvicino dalla Carte, al quale venne confiscato da Ercole I d'Este per essere donato ai Conti Tassoni nel 1476 . Nel 1491, in una lettera al duca, l'architetto Biagio Rossetti afferma di seguire i lavori per la ristrutturazione del Palazzo. L'edificio rimase dimora della famiglia Tassoni Estense sino al 1858 quando venne destinato a sede del Manicomio provinciale e la sua struttura venne modificata con trasformazioni ed aggiunte funzionali che ne snaturarono il carattere di grande residenza. Successivamente vennero costruiti i padiglioni su Via Quartieri e Via Chiovare e la destinazione d'uso perdurò sino agli anni '70. Negli anni '80 la gestione del palazzo passò di competenza all'Università ed il recupero del Palazzo è compreso nel "Progetto di Valorizzazione delle Mura e del Sistema Museale di Ferrara"; la ristrutturazione di parte dell'edificio è realizzata con progetto dell'architetto Roberto Rosina e consolidamento delle strutture dell'ing.Giuliano Mezzadri.
Dal 1997 Palazzo Tassoni è stato oggetto di studio da parte di ricercatori e docenti della Facoltà di architettura di Ferrara. Ricerche che hanno portato ad un progetto di restauro scientifico per l'ampliamento della funzione universitaria. Nell'aprile 2008 è stato terminato il primo lotto di intervento (porzione su via Ghiara). Il progetto è stato redatto da un nucleo di progettazione interno (prof. arch. Pietromaria Davoli, prof. ing. Claudio Alessandri, prof. ing. Sante Mazzacane con la collaborazione di numerosi studenti e neolaureati ed il coinvolgimento del Centro operativo di Ferrara della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici).
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