FORUM: LA COGNIZIONE DEL PAESAGGIO: GLI SCRITTI DI LUCIO GAMBI
a cura dell'Istituto per i Beni Culturali dell'Emilia Romagna
coordina MARIA PIA GUERMANDI
intervengono, fra gli altri FRANCO FARINELLI, EZIO RAIMONDI
Lucio Gambi è il più innovativo geografo italiano del Novecento, il protagonista del dibattito che ha accompagnato l'attuazione delle Regioni, lo studioso che ha aperto la geografia al contributo della ricerca storica, letteraria, sociologica.
Alla raccolta dei suoi saggi, curata da Maria Pia Guermandi e Giuseppina Tonet, è dedicata una presentazione. Al suo lavoro è ispirata la mostra fotografica "Uno sguardo lento", con materiali provenienti dall'Archivio dell'Istituto per i Beni Culturali dell'Emilia Romagna.
Fatto costruire dalla famiglia Bevilacqua-Aldobrandini nel 1430 il palazzo subì le prime ristrutturazioni nel XVII secolo quando il Cardinale Bonifacio Bevilacqua volle trasformarne la facciata ornandola con trofei militari. Il palazzo all'inizio dell''800 divenne proprietà di Giovan Battista Costabili-Containi , famoso collezionista di codici antichi, libri e dipintiche lo fece riadattare nella disposizione interna per ospitare le sue importanti collezioni..
. Il palazzo nel ‘900 appartenne al conte Mazza che lo adibì a convitto femminile, divenne poi clinica privata e , dopo anni di abbandono, è stato recentemente restaurato ed adibito a sede della Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Ferrara.
La facciata del Palazzo viene attribuita all'architetto Giovanni Battista Aleotti presenta una sequenza regolare del doppio ordine di finestre e riquadri marmorei incorniciati negli spazi intermedi è arricchita da nicchie rotondeggianti con busti di imperatori romani ed antichi filosofi e da bassorilievi in arenaria con armature e trofei militari sostenuti da teste leonine. Al centro del prospetto l'ampio portale sormontato da un balcone aggettante sostenuto dalle monumentali figure allegoriche della Concordia e della Verità. All'interno alcune sale del piano nobile mostrano una sfarzosa decorazione ottocentesca con raffigurazioni mitologiche attribuite a Francesco Migliari.