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"Non bisogna mai tacere, mai
adeguarsi e adattarsi. Se si apre la bocca gli effetti possono essere anche
più vasti di quelli che si sarebbe potuto immaginare prima di muoversi.
Questa è la lezione democratica che traggo dall'esperienza ambientalista che
mi sono trovato a vivere in Toscana".
Alberto Asor Rosa, ospite a
Cittàterritoriofestival, ha ripercorso la vicenda della piccola comunità di
Monticchiello in Valdorcia, in un territorio riconosciuto dall'Unesco
patrimonio mondiale dell'umanità, insidiato da un tentativo di speculazione
edilizia. "A Monticchiello - ha riferito Asor Rosa - vivono circa 150 persone
e altrettante nella campagna circostante. Lì nel 1996 era stata varata una
modifica al piano regolatore che consentiva l'edificazione di 25 appartamenti
che in seguito, dopo varie modifiche al progetto iniziale, sono diventati
addirittura 95. Tale nuovo insediamento avrebbe determinato una tragica
rottura dell'equilibrio preesistente per soddisfare esclusivamente appetiti
di carattere economico".
"Di fronte alla denuncia del
pericolo - ha annotato Asor Rosa che in questi anni ha contribuito a dare
voce alla protesta - le istituzioni locali e le autorità regionali non hanno
però aperto alcuno spiraglio al confronto. Diversa sensibilità ha mostrato il
governo, con una decisa e concreta presa di posizione dell'allora ministro ai
Beni culturali Rutelli, in seguito alla quale si è potuto evitare lo scempio.
Ma un ruolo fondamentale di pressione - ha riconosciuto - va attribuita anche
ai grandi giornali nazionali".
Proprio le cronache
giornalistiche "hanno permesso di evidenziare che problematiche analoghe a
quelle di Monticchiello e di altre zone della Toscana si sono verificate in
questi anni in varie aree di pregio, in particolare in Liguria, in Umbria, in
Veneto e nelle Marche. Anche in quelle regioni hanno svolto un lavoro
prezioso i comitati civici che, in quelle realtà come in Toscana dove operano
in 160, rappresentano un importante elemento di resistenza".
Sul ruolo dei comitati ha
concordato l'urbanista Bernardo Secchi, presente in sala e intervenuto a
margine della conferenza. "I comitati del no - ha affermato - sono una
presenza utile, ma non esauriscono per loro natura l'imprescindibile bisogno
di progettualità al quale è indispensabile dare risposta".
a cura dell'ufficio stampa di
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www.cittaterritoriofestival.com
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