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Si chiude Cittàterritoriofestival: un successo da trentamila presenze |
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domenica 20 aprile 2008 15:22 |
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Gli organizzatori: "Hanno partecipato i ‘mostri sacri' dell'urbanistica e abbiamo avviato un cantiere che prosegue"
Sono trentamila le presenze a Cittàterritoriofestival stimate dagli
organizzatori nei quattro giorni della manifestazione che si chiude nel
pomeriggio con la relazione dello storico dell'arechitettura Joseph
Rykwert. "Abbiamo avuto la soddisfazione di vedere le sale piene - commenta il
sindaco di Ferrara Gaetano Sateriale - Per la prima edizione non era
scontato. Abbiamo vinto anche la scommessa di rendere il festival un
festival della città, in cui la città potesse identificarsi, grazie
alla varietà del programma e alla pluralità degli eventi pensati per
sensibilità e pubblici differenti. Cercheremo di rendere ancora
migliore e più ricca la prossima edizione: raccontare le città caso per
caso potrebbe essere un'idea interessante", ha aggiunto il sindaco,
ringraziando "tutti i ragazzi con la maglietta verde che hanno lavorato
per il festival" e il presidente della Fiera Nicola Zanardi che ha
guidato la macchina organizzativa. Sateriale ha ribadito che il Comune
non ha sostenuto alcuna spesa per il festival e che i costi sono stati
coperti totalmente dagli sponsor, con Eni in prima fila. Zanardi, da
parte sua, ha precisato che "è di 20mila euro il margine operativo per
la Fiera". L'organizzatore di Cittàterritorio festival, l'editore Giuseppe
Laterza, riferisce l'osservazione di una signora del pubblico che
esprime il senso della manifestazione: per farsi un'idea serve il
confronto fra tante diverse campane. "Qui - osserva - abbiamo avuto i
‘mostri sacri' dell'urbanistica, persone che di solito non si
incontrano fra loro. Inoltre abbiamo aperto un cantiere, avviato un
percorso che la città dovrà sviluppare nei mesi che conducono alla
seconda edizione". Il giornalista Francesco Erbani, editor del festival, incassati i
complimenti per l'impeccabile direzione della manifestazione, ha
precisato che "a prescindere dai numeri il valore del festival è nella
qualità degli argomenti e delle riflessioni e nella modalità in cui
sono state esposte: sono state riferite esperienze fatte, progetti,
utopie". E poi - ha aggiunto - c'è la lunga durata: il lavoro iniziato prosegue.
Per esempio i laboratori allestiti con i ragazzi delle scuole si sono
impegnati a realizzare una guida per i giovani: il prossimo anno dovrà
essere pronta".
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