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Gregotti: “L’architettura non deve rincorrere l’applauso”
domenica 20 aprile 2008 18:14
La città, il più grande monumento realizzato dall'uomo

L'incontro con Vittorio Gregotti, architetto di fama internazionale, previsto inizialmente nella sala Estense, ha richiamato una tale quantità di pubblico per cui si è reso necessario utilizzare lo spazio esterno allestito nella piazza del Municipio.

La sua riflessione è partita dalla relazione che intercorre tra la città e il cittadino che la abita, dalla sua evoluzione in età moderna e contemporanea; questa è una relazione contraddittoria: le città sono sempre più accelerate e inarrestabili, ma continua ad essere impossibile sopprimere il forte desiderio che nutriamo nei loro confronti e, dunque, contemporaneamente cresce il lamento unanime rivolto alla qualità della vita all'interno di esse. Città e cittadini, dice Gregotti, stanno diventando estranei le une agli altri anche se continuano a cercarsi. Sono aumentati oggi i rischi della disgregazione sociale: è forte il pericolo che la rappresentazione virtuale prenda il sopravvento sulla realtà. Se da una parte la città moderna offre maggiori opportunità, dall'altra crea situazioni di solitudine crudele. I cittadini utilizzano lo spazio urbano, ma non si riconoscono in esso, eppure mai come in questo momento sono stati costruiti tanti "pezzi" di città, tanto che l'architetto stesso è posto al centro dell'attenzione da parte dell'opinione pubblica. Il termine qualità applicato alla morfologia urbana ha assunto significati ambigui permettendo un peggioramento delle città, anche piccole, che è il risultato di un' architettura volgare e esibizionista. Quando scompare la normalità di un'architettura civile e condivisa in favore di una pretesa di singolarità portata all'eccesso e mossa da ragioni di mercato, la città assume nuove funzioni nell'immaginario collettivo: è un centro di potere e luogo di lavoro. L'ideologia della globalizzazione tende ad appiattire le differenze che sono invece un elemento indispensabile alla base del processo di urbanizzazione. L'architetto non deve rinunciare ad un approccio critico e non deve sottrarsi al confronto. «L'architettura deve essere - continua Gregotti - di lunga durata e capace di instaurare un rapporto dialettico con la modificazione.»

E' necessario costruire un'architettura urbana civile senza rincorrere l'applauso, senza smarrirsi nella società dello spettacolo: è questo che molti architetti, oggi, stanno cercando di fare.

Per informazioni più dettagliate sull'iniziativa e sul programma:

Ufficio Stampa - tel. 0532-419.289 (linea attiva nei giorni del festival)
Nicola Attadio - Capo ufficio stampa Laterza Agorà, tel. 06/45465302 - mob. 346/4936539
Sergio Gessi - Capo ufficio stampa Comune di Ferrara, tel. 0532/419243 - mob. 349/1834490

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www.cittaterritoriofestival.com

 
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