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Roma, 20 marzo 2008
Dal 17 al 20 aprile si discuterà di Centro e periferia
Ferrara ospita la prima edizione del CITTÁTERRITORIO
Festival
Il
progetto, la forma, il paesaggio, l'ambiente, gli stili di vita:
quattro
giorni di incontri per capire dove siamo e cosa ci aspetta
Il
Cittàterritorio Festival di Ferrara è un evento unico e innovativo. Per la
prima volta il tema della città sarà oggetto di un’appassionata riflessione
pubblica da parte di esperti di discipline eterogenee: dagli architetti agli
storici, dagli urbanisti agli economisti, dai geografi agli studiosi di
estetica, dai sociologi agli antropologi, dai geologi agli agronomi, fino agli
scrittori e ai poeti. Non il solito vecchio convegno, ma una grande occasione
di incontro in cui i protagonisti a livello mondiale, ma anche giovani e
personalità emergenti, getteranno uno sguardo inedito sulla realtà urbana del
terzo millennio.
In città viviamo la gran parte delle nostre giornate,
lavoriamo, incontriamo gli altri. Per ciascuno di noi la città è un’esperienza
fisica, mentale, emotiva. È associata alla memoria, alla cultura, all’identità.
Noi siamo nella città e la città è in un territorio. Non si limita a occuparlo,
lo abita. Crea cioè una relazione con la realtà circostante che nel tempo è
diventata sempre più complessa e intricata. È per questo che negli anni è
cresciuta l’attenzione sulla città e sul territorio, sulle loro trasformazioni
e su quanto queste ultime producano bellezza o bruttezza, stress o serenità,
semplicità o difficoltà nella vita di tutti i giorni.
Non è un caso che la salute, lo sviluppo, l’energia, la
mobilità, il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo, dipendano proprio dal
rapporto fra città e territorio. Tutti temi, questi, che ci coinvolgono o dovrebbero
coinvolgerci in prima persona. È la “nuova soggettività territoriale”: una
forma diffusa di sensibilità che, da una ventina d’anni a questa parte
(l’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, nell’aprile del 1986,
potrebbe essere considerato l’evento spartiacque), induce sempre più persone a
preoccuparsi se il clima dia segni di impazzimento ma anche se un’area verde
sotto casa viene trasformata in parcheggio.
Promosso da Comune di Ferrara, Regione Emilia-Romagna,
Università di Ferrara, Iuav di Venezia e organizzato da Laterza Agorà e Ferrara
Fiere, con il contributo di ENI in qualità di sponsor principale e di
Fondazione CA.RI.FE., UniCredit Group, Agenzia del Demanio, Ferrovie dello
Stato, AnsaldoEnergia, Parsitalia, LegaCoop-Emilia Romagna in qualità di sponsor,
il festival durerà tre giorni, da venerdì a domenica, con inaugurazione il
giovedì pomeriggio. Tema di questa prima edizione: Centro e periferia.
Fino ad alcuni decenni fa città e territorio designavano
concetti e relazioni stabilmente acquisiti. Non è più così. Proprio mentre nel
mondo la popolazione urbana ha superato quella rurale, su cosa sia città e cosa
non lo sia si è andata addensando una nebulosa che ha sovvertito un ordine di
pensiero che pareva indiscutibile. In parole semplici, la città non ha più
bordi definiti che la contengano. La città si è dispersa e con essa sono
cambiate anche le nozioni di centro e periferia.
Quali oggetti siano le città che si gonfiano di residenti e
cosa esse diventino lo raccontano gli slum di Kinshasa, di Lagos, del Cairo o
di Città del Messico in cui gli agglomerati urbani attraggono popolazione pur
avendo perso tutte le loro caratteristiche tradizionali. Ma anche le grandi
metropoli multiculturali, come New York, Londra, Parigi o Berlino, che sempre
più sono centri di ricerca e innovazione, nodi essenziali di reti che legano
territori locali a realtà transnazionali.
Chi
governa questi fenomeni? La politica o il mercato? E che cosa accade nella città se questa
assume anche la caratteristica di essere il terminale o lo snodo di una rete
globale? In questo contesto come si inquadrano i centri storici e le periferie
tradizionali? Che ruolo ha il welfare? Quale lo sviluppo, con quale energia e
quale sostenibilità? La città è diventata un punto essenziale nell’agenda
politica ed economica di una classe dirigente che aspira a governare i
cambiamenti, invece che subirli.
Le quattro giornate ferraresi saranno scandite da
appuntamenti divisi per format che aiuteranno il pubblico ad orientarsi tra i
numerosi incontri. Capiterà così che nella sezione Orizzonti potremo, ad
esempio, ascoltare il contributo di Bernardo Secchi, tra i più autorevoli
urbanisti contemporanei, sulla natura e il destino della città del XXI secolo.
O quello di Zygmunt Bauman o della sociologa Saskia Sassen sul ruolo della
città nell’economia globale. Ma potremo tuffarci nelle città del passato – con
la sezione Nella storia - accompagnati da Andrea Carandini o Joseph Rykwert, e
poi tornare all’attualità – sezione Presa diretta - per entrare nel vivo di
grandi e piccole battaglie per la tutela del paesaggio attraverso il reportage
narrativo o la testimonianza dei suoi protagonisti. E son basta ci saranno i Forum
dove verranno affrontati, da punti di vista differenti, i temi della politica
del territorio oppure la sezione Parole chiave per capire il linguaggio di chi
deve governare la città e i suoi processi; e poi ancora i laboratori per
bambini e ragazzi, la musica, le rassegne cinematografiche sul tema della
città.
Il festival sarà un’occasione per intrecciare linguaggi
diversi, persino opposti, nella convinzione che il confronto intellettuale sia
uno dei mezzi più efficaci perché le posizioni si mettano in chiaro, si
precisino e si arricchiscano. Sulla città e il territorio dialogheranno
competenze diverse (urbanisti e sociologi, economisti e storici, architetti e
filosofi), ma anche specialisti e portatori di esperienze di tutela,
amministratori, uomini dell’impresa, esponenti dei comitati sorti per difendere
un paesaggio.
E poi ci sarà
Ferrara, una città che tutto il mondo invidia, così carica di arte e storia con
le sue strade, le sue piazze, i suoi vicoli, i suoi palazzi. Non uno scenario,
ma protagonista viva e dinamica di un grande esperimento di confronto culturale
quale sarà il Cittàterritorio Festival.
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